Traumatologia dello Sport: SIAMO SICURI CHE LA CORSA PORTI SOLO A BENEFICI?.
Scritto da Compagnoni il 15 Gen 2014 - 15:18 1610

Nella mia attività quotidiana di fisioterapista sono a contatto con varie problematiche correlate alla pratica della corsa. Essendo io stesso un estimatore e un assiduo praticante di jogging, verifico personalmente quanti benefici questa passione sportiva possa avere sulla salute psicofisica generale della persona che la pratica. Come per tutte le discipline sportive, anche questa presenta delle insidie e delle patologie che mettono a dura prova il nostro apparato osteoarticolare.

Dallo studio approfondito del Dr. Morehouse (1949) è emerso che la forza dell’impatto del tallone sul terreno durante la deambulazione normale è circa il 120% del peso corporeo. Un uomo di 80 kg in un giorno qualunque compie circa 19.000 passi e perciò riceverebbe 1.860.000 kg di colpi ripetuti al sistema muscolo-scheletrico. Durante la corsa, la forza di impatto su ciascun piede è di circa il 200% del peso corporeo. Basandosi su questa stima, un corridore di 70 kg circa, colpendo il terreno 5.000 volte all’ora, genera circa 700.000 kg di colpi ogni ora. Chi pesa come me 80 kg, ne genera 800.000 e così via. Possiamo dedurre un primo dato: il peso è un fattore di rischio traumatico nella pratica della corsa.

La rivista americana “runners world” ha fatto una ricerca tanti anni fa- su 1.600 podisti- per stilare una statistica di zone corporee più sottoposte a lesioni rispetto ad altre, e i risultati furono i seguenti: il re delle problematiche resta il ginocchio (22%), seguito dal tendine d’Achille (20,3%), le microfratture tibiali da sovraccarico (9,9%), le fratture da stress del metatarso (9,4%), le talloniti (7,2%), le patologie della caviglia (7,0%), la volta plantare (7,0%), lesioni del polpaccio (6,8%), lesioni bicipite femorale (4,6%), patologie dell’anca (3,7%), e le patologie della colonna, particolarmente del dorso (3,1%).

Di seguito un elenco delle patologie che interessano ogni zona corporea analizzata nella statistica precedente:

-     PIEDE: tenosinoviti, stiramento della volta plantare (fascite), sperone calcaneare, frattura da stress dei metatarsi, artrite traumatica dei metatarsi.

-     CAVIGLIA: tendinite dell’achilleo, borsite, rottura del tendine, sublussazione e infiammazione dei tendini peroneali.

-     GAMBA: strappi muscolari, microfratture della tibia, sindrome del tibiale anteriore.

-     GINOCCHIO: sinovite, borsite, tendinite a zampa d’oca, tendine rotuleo, condromalacia della patella, sindrome della banderella ileo tibiale, lesioni cartilaginee.

-     ANCA: tendinite, borsite, tenoperiorsite.

Possiamo prevenire queste patologie, limitarne l’insorgenza e la gravità?

Come scrive il Dr. Sheen, parlando delle sindromi di usura e delle patologie correlate ai corridori professionisti e joggers identificava nello squilibrio muscolare, nei difetti posturali, nelle malformazioni del piede, le cause principali delle problematiche che possono subentrare alla pratica della corsa. Potremmo aggiungere che i fattori ambientali, le calzature inadatte, l’allenamento non corretto e il passare da una vita estremamente sedentaria alla pratica della corsa, siano cause da non sottovalutare, per evitare che le problematiche anche gravi siano in percentuale maggiore rispetto ai benefici che la corsa stessa offre.

Sono convinto che il fisioterapista possa fornire un’analisi della postura, del piede e delle problematiche congenite nascoste, per aiutare il corridore-paziente ad iniziare la pratica sportiva della corsa e a continuarla nel modo più naturale e sicuro possibile.

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