Traumatologia dello Sport: LA STIMOLAZIONE MUSCOLARE CON CLM.
Scritto da Compagnoni il 05 Mag 2010 - 11:48 2699

Il C.L.M. (closed loop myomodulator) è un presidio riabilitativo del tutto inedito nel panorama della stimolazione muscolare, perché esso sfrutta i paradigmi neurali per ottenere, in distretti muscolari selezionati, ottimizzazione del tono muscolare, aumento della forza muscolare, aumento della resistenza all’esercizio ripetuto. La stimolazione con C.L.M. è attenuta tramite le vibrazioni a 100 hz.  Tale metodica trova la sua elezione di trattamento nelle atrofie muscolari da disuso e dove è richiesto, una ripresa del tono muscolare (atrofia post intervento chirurgico, post gesso) o dove l’immobilità forzata ha alterato la funzionalità muscolare.

Per comprendere il meccanismo d’azione è necessario considerare le seguenti affermazioni:

1-    Il trofismo di un muscolo può essere aumentato o diminuito alterando l’imput motorio;

2-    Lo stato di un muscolo è dettato dal quantitativo di comando motorio che gli giunge nelle 24 ore;

3-    L’imput motorio può essere alterato solo indirettamente aumentando l’attività fisica o diminuendo le richieste funzionali del sistema muscolare, per esempio in una immobilizzazione forzata;

4-    La performance di un muscolo non dipende solo dalla massa muscolare, ma dall’ottimizzazione del comando motorio (esempio: capacità di sincronizzare le capacità motrici, capacità di dare la giusta sequenza di impulsi elettrici);

5-    L’ottimizzazione del comando motorio può essere conseguito solo con mezzi assolutamente indiretti e con tempi di allenamento lunghissimi (esempio: esecuzione di particolari esercizi sportivi o di particolari sequenze motorie fisioterapiche).

Ne consegue che il fattore più di ogni altro responsabile delle nostre attività motorie è il sistema nervoso centrale, ma al tempo stesso è il fattore meno facilmente raggiungibile dalle attuali possibilità di intervento terapeutico.

Il C.L.M. agisce direttamente sui settori circoscritti del sistema nervoso centrale, deputati al controllo di selezionate aree muscolari, senza fare uso di farmaci, senza nessuna invasività.

Tale possibilità si basa sulla opportunità di utilizzare i paradigmi di condizionamento. E’ noto da tempo, come tali tecniche possono modificare le reti neurali e dunque agire sulla plasticità del sistema nervoso centrale.

Nel caso del C.L.M. si fa uso del paradigma denominato alfa-condizionamento, secondo il quale due stimoli (il condizionante e il condizionato) sono temporaneamente associati (cfr studi di Wolpaw degli anni ’80 e studi sul condizionamento neurale di Pavlov).

Modalità di applicazione: il C.L.M. genera oscillazioni puramente meccaniche (dunque nulla di elettrico a contatto del paziente). Il distretto muscolare è tenuto in contrazione isometrica volontaria, ogni applicazione dura 10-15 minuti. Così facendo, lo strumento provoca un’oscillazione in grado di attivare sicuramente le efferenze fusali  Ia e II. Tali afferenze sono state considerate per quasi mezzo secolo coinvolte nel monitoraggio della lunghezza muscolare e delle sue derivate.

Le afferenze attivate dal C.L.M. portano l’informazione del segnale meccanico applicato al muscolo a circuiti nervosi sicuramente midollari. In tale sede, si miscelano con il comando di origine corticale generato dal paziente al quale è richiesto di produrre una lieve contrazione isometrica del territorio muscolare trattato. Il risultato di tale sovrapposizione di segnali è probabilmente una riprogrammazione degli “engram” motori, seguita, nel tempo, da una ricircuitazione neuronale vera e propria.

Effetti conseguiti:

-         Ottimizzazione del tono muscolare:  con la metodica gli stati di ipotonia vengono rapidamente risolti.

-         Aumento della forza muscolare: la forza aumenta in modo eclatante permettendo al paziente performance impossibili prima del trattamento. Tale effetto, ovviamente disgiunto dall’aumento della massa muscolare, è dovuto almeno in parte ad una esaltazione nella capacità di sincronizzare l’azione delle Unità Motrici.

-         Aumento della resistenza: la componente della rete nervosa condizionata dal C.L.M. secondo dati recenti, è marcatamente implicata nella riduzione della fatica muscolare. Perciò aumento delle prestazioni con costo energetico minore.

Conclusioni: il C.L.M. si colloca a pieno titolo come la più interessante metodica per il rinforzo muscolare.

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